martedì 18 ottobre 2011

Un libretto rosa come manifesto

Qualche giorno fa sono incappato in un libretto che potrebbe interessare i lettori (pochi, ma tutti buoni) di questo blog (dedicato in gran parte alla carta stampata), quindi eccovi un breve "post di servizio" introduttivo.

Il Libretto Rosa di Finzioni si presenta come un manifesto per una pacifica rivoluzione culturale della lettura (l'incipit riprende scherzosamente le prime righe del Manifesto del Partito Comunista): all'interno è presentato e commentato un nonalogo che vuole fungere da guida per il lettore in questa incruenta ribellione contro critici persecutori, editori ingiusti e un mercato che incentiva la letteratura scadente.
Per stimolare la curiosità ricopio qui il nonalogo, ma vi consiglio caldamente di scaricare e leggere l'intero libretto (una quarantina di pagine in tutto: non ci metterete molto) per apprezzare ogni punto.
  1. Leggere è fico
  2. I lettori hanno sempre ragione
  3. Sono i libri ad aver bisogno di noi lettori
  4. La letteratura è fatta di discorsi sui libri
  5. L'autore dura un attimo
  6. I critici sono noiosi
  7. La lettura è sempre un fatto sociale
  8. Il mondo funziona come una storia che noi leggiamo
  9. Il futuro è negli immaginari dei lettori
Cosa ne pensate? qualche punto su cui non concordate? L'unica cosa che mi lascia perplesso è la richiesta di prezzi più bassi possibile per i libri accompagnata a una rilegatura di qualità maggiore e apparati critici aggiornati (nel commento al punto 2). Temo che il prezzo più basso possibile non sarebbe poi TANTO basso.