Mentre fuori nevica, rannicchiato al calduccio con tanto di gatto sulle gambe, sgranocchiando qualche chiacchiera (o frappa, crostolo, sfrappola... come vi pare) preparata da mia nonna, decido che è il momento di scrivere qualcosa di "carnevalesco", se non altro per risollevarmi da quell'umore nero che mi ha tormentato nell'ultimo paio di giorni.
Frugando tra gli acquisti fatti a Piazzola la scorsa domenica (vedi post), recupero la raccolta di sonetti e liriche (Lirici antichi, serj e giocosi, fino al secolo XVI) e mi metto alla ricerca di una risata... ed eccomi accontentato da una composizione carnascialesca del fiorentino Burchiello (1404-1449), molto (ma molto) politically-incorrect. Ve la riporto qui:
