martedì 13 dicembre 2011

All'arrembaggio: la pirateria cinese dei videogiochi

Ci avviciniamo a Natale e cominciano a fioccare avvertimenti e denunce a proposito di prodotti contraffatti di provenienza cinese sugli scaffali dei negozi: in genere si tratta di giochi per bambini, cibo (vedi anche qui), capi d'abbigliamento (magari con coloranti tossici)... Brutta roba insomma, ma in questo articolo parlerò di un tipo di contraffazione meno pericoloso per la salute: i videogiochi pirata! Si, questa volta non parlo di libri, anche se il problema delle falsificazioni esiste anche in quell'ambito.

Qualche giorno fa stavo passeggiando per un mercatino quando mi sono imbattuto in una piccola pila di videogiochi sospetti per Mega Drive, console piuttosto famosa all'inizio degli anni '90. Ecco una foto:
Mega Drive modelli 1 e 2, da Wikipedia
Come fa una pila di cassette ad essere "sospetta"? Beh, almeno due giochi erano più o meno palesemente copie pirata: ma non intendo copie pirata tipo il CD audio copiato per un amico o DVD masterizzati in casa, intendo un prodotto industriale fatto e finito, messo in commercio con tanto di custodia e foglietto illustrativo, ma senza alcuna licenza. Apparentemente era un mercato piuttosto diffuso all'epoca e anche oggi non è scomparso del tutto (naturalmente trasposto sulle nuove tecnologie).
Un esempio di videogioco "ufficiale":
Il celeberrimo Sonic per Mega Drive
Notate il logo SEGA (che in questo caso è anche lo sviluppatore del gioco) presente in più punti sulla copertina, sul manuale e anche inciso sul retro della cartuccia (proprio sotto la scanalatura orizzontale).
Ecco invece un esempio piuttosto evidente di copia pirata:

Una copia pirata di Alien 3

Retro della cartuccia di Alien 3

Niente logo, costa della custodia in cinese, retro della cartuccia senza incisione e senza viti (per risparmiare hanno usato incastri). A parte questo, il gioco funziona esattamente come una copia ufficiale ed è anche in grado di superare il rudimentale controllo di validità introdotto dalle versioni più recenti del Mega Drive. Naturalmente non tutte le copie pirata sono così semplici da individuare: dipende dalla "raffinatezza" del falso.
Un clone di Super Mario Bros per Sega Master System
Ma non esistono solo cloni di giochi originali: una miriade di titoli è stata sviluppata espressamente per il mercato nero senza pagare alcun tipo di licenza. In alcuni casi si tratta semplicemente di giochi esistenti a cui è stata modificata la grafica e rivenduti sotto falso nome, in altri casi di giochi completamente nuovi scritti appositamente per attirare qualche allocco poco informato (raramente saltano fuori anche dei piccoli capolavori). Giusto per citare un esempio: la serie Super Boy riproduce sulle console SEGA i giochi di Super Mario (sviluppati dalla Nintendo, che all'epoca era un concorrente di SEGA). Peccato che la qualità non si avvicini a quella della versione originale. In altri casi, come la conversione di Final Fantasy VII (gioco nato su SONY PlayStation) per il NES (Nintendo Entertainment System, in italia distribuito da Mattel) il lavoro dei pirati si discosta dal plagio per approdare all'omaggio (dopotutto la copia pirata è uscita nel 2005, quando ormai il NES era solo un ricordo).

Nintendo DS, da Wikipedia
Oggigiorno è difficile imbattersi in copie pirata nella grande distribuzione, invece può capitare con una certa frequenza comprando via internet, dove è quasi impossibile visionare il prodotto con cura prima di acquistarlo. Ironicamente ormai i pirati sono in concorrenza con loro stessi: alcune cartucce "programmabili" per il famoso Nintendo DS prodotte in Cina e utilizzate per giocare con giochi scaricati illegalmente da internet vengono copiate e ricopiate tanto che è quasi impossibile distinguere i prodotti "originali" dalle copie.

Spero di non avervi annoiato: di solito parlo di libri, ma ogni tanto mi piace tirare fuori lo spirito da appassionato di vecchi videogiochi per variare un poco i contenuti del blog.