mercoledì 9 febbraio 2011

[LIBRO] Gog e Magog

  •  TITOLO: Gog e Magog
  • AUTORE: Martin Buber
  • TRADUTTORE: Silvia Heimpel-Colorni
  • EDIZIONE: Guanda, 2010
  • PROVENIENZA: Libreria, regalo di Laurea


 Decidere se scrivere o meno una recensione per questo libro è stato difficile: non che il libro non mi sia piaciuto, anzi, sono però convinto di non poter rendergli giustizia. Proverò a spiegarmi, e dallo sforzo spero che nasca almeno una micro-recensione degna di tal nome.

Nella vita di un lettore ogni tanto capita di trovare libri speciali, con la capacità di aprire uno squarcio su mondi di cui non si immaginava nemmeno l'esistenza: per quanto mi riguarda, questo è uno di essi e mi ha fatto conoscere l'esistenza della corrente ebraica chassidica.

Dal Glossario in appendice al libro:
Chassid, pl. Chassidim (Parola ebraica che significa <<pio>>). Setta fondata nel secolo XVIII, caratterizzata dalla devozione al misticismo, dall'opposizione agli studi secolari e al razionalismo ebraico, e dall'esaltazione emotiva della preghiera.
 Il libro narra la separazione e contrapposizione di due comunità chassidiche nella Polonia di inizio 1800: la comunità di Lublino, guidata dal "Veggente" e la comunità di Pzisha a cui fa capo il "santo Ebreo". Contorno e motore principale degli eventi è l'avanzata di Napoleone, che il Veggente di Lublino ritiene essere Gog: potente distruttore il cui arrivo anticipa quello del Messia e la salvezza per il popolo d'Israele. Convinto dell'inevitabile ascesa di Gog-Napoleone, il Veggente non lesina pratiche teurgiche (la "Qabbala pratica") allo scopo di velocizzarne l'avanzata e preparare la Redenzione. Il santo Ebreo invece ritiene che la Redenzione e l'arrivo del Messia non si possano ottenere se non con un cambiamento intimo dell'uomo, e che l'arrivo di Napoleone non ha parte in questo:
[...] <<Mai un'opera umana avrà successo>>, replicò l'<<Ebreo>> , <<se non pensiamo alle anime la cui assistenza ci è stata affidata, e alla vita fra anima e anima, alla nostra vita fra loro e alla nostra vita con loro. Noi non possiamo aiutare la Redenzione a venire se la vita non redime la vita.>>
Come affermato dallo stesso autore nella "Nota all'edizione Tedesca", il testo segue lo stile narrativo del sacro aneddoto: ovvero una serie di racconti e parabole religiose legate insieme da una trama. Chiaramente per chi (come me) è digiuno di ebraismo il libro non si presenterà di agevole lettura, dato che è necessario (almeno inizialmente) un frequente accesso all'appendice per cercare il significato delle parole di origine ebraica contenute nel testo, e in aggiunta ogni capitolo (e quindi ogni racconto) va meditato e "digerito": queste sono caratteristiche inevitabili a causa del "genere" di questo libro.

Gog e Magog merita sicuramente una futura rilettura da parte mia: sono convinto di aver carpito solo una minima frazione del contenuto di questo libro, ecco perchè ero così restio a imbarcarmi nella scrittura di una recensione.