giovedì 24 maggio 2012

Ibidem: leggere, ascoltare, svaporare

Discutendo dei recenti successi di eventi che prevedono la declamazione di capolavori del passato (es. la Divina Commedia letta da Benigni)...
Il recupero di una fruizione corale e collettiva aiuta certo a riaccostarsi a poeti e opere che, conosciute magari sui banchi di scuola, sono gravate dal ricordo dell'obbligo e della noia, ma difficilmente indica la strada più proficua per combattere l'illetteratismo crescente e promuovere il consumo diffuso dei beni librari. La recitazione, riattivando la funzione del dicitore colto [...] tende piuttosto ad innescare un nuovo paradosso. Le forme della spettacolarizzazione di massa non solo inclinano a riproporre le antiche pratiche ricettive dell'ascolto, più o meno distratto, ma grazie ai protocolli dell'oralità sonoramente scandita, rilegittimano la fruizione «rituale» e auratica a cui erano destinati testi morfologicamente estranei alla riproducibilità tecnica e alla «percezione muta» della pagina inchiostrata. Così l'esperienza della lettura letteraria rischia di svaporare ulteriormente.

Tratto da La lettura romanzesca e la «gran norma dell'interesse» di Giovanna Rosa
in Libri per tutti, a cura di Lodovica Braida e Mario Infelise, Torino, UTET: 2010