mercoledì 23 maggio 2012

Filigrana ferrarese

Qualche settimana fa ho avuto occasione di frequentare alcune lezioni tenute dal Prof. Dominique Varry, una di queste ha trattato la tematica della pirateria editoriale toccando lo studio delle filigrane come mezzo per individuare la reale località di stampa di un testo "pirata".  Beh, mi è venuto in mente che non ne ho mai fatto menzione sul blog e poi proprio qualche giorno dopo mi è capitato tra le mani un libro stampato a Ferrara (la mia provincia) nel 1840... un ottimo pretesto. Avete voglia di seguirmi in un breve viaggio tra vergelle, colonnelli e carta di stracci?
Parte di una filigrana in trasparenza
Prima di essere prodotta con polpa di legno, la carta era ottenuta da una procedura di sminuzzamento e macerazione di stracci che produceva una polpa da far poi sgocciolare in apposite forme per produrre il foglio. Ed è proprio questa forma che ci interessa:
Questa consisteva in un telaio di legno cui erano applicati dei fili metallici [...]. Tali fili, chiamati vergelle, molto tesi, erano paralleli al lato più lungo del telaio. Sopra questo telaio ve n'era un altro (cascio) che formava l'orlo del foglio. Il telaio era attraversato da parte a parte da un certo numero di supporti, detti colonnelli [questi paralleli al lato corto ndF], cui erano attaccati i fili. I fili usati per legare le vergelle ai colonnelli erano chiamati filoni ed erano questi a produrre la caratteristica vergatura dei fogli. [...] La filigrana era ottenuta per mezzo di fili metallici piegati nelle fogge desiderate fino a formare un disegno e poi cuciti alla forma con fili più sottili. La filigrana era un po' più alta del resto della forma. In tal modo la pasta, colando, vi restava meno spessa, facendo apparire il disegno sul foglio.
Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Roma: Carocci, 2011.
Quindi questo disegno rappresenta una specie di firma della cartiera, visto che è diverso per ogni produttore. Purtroppo la piegatura e legatura dei fogli rendono a volte poco agevole individuare e copiare le filigrane (soprattutto se si è dotati di soli mezzi di fortuna, come il sottoscritto).
Con tanta pazienza, una torcia e una macchina fotografica digitale ho iniziato la mia ricerca ed "estrazione" della filigrana (sfortunatamente finita proprio sulla linea di cucitura dei fascicoli) dal libro. Ecco, a proposito del libro: è un Uffizio della Beatissima Vergine Maria stampato a Ferrara nel 1840 (potete vedere il frontespizio nell'immagine a sinistra) dai Tipi Negri alla Pace (tipografia laica, almeno questo risulta da una veloce ricerca sul SBN).
La seconda metà della filigrana
Dopo qualche ora passata tra fotografie, software grafici per accentuare i dettagli e attenta osservazione sono riuscito a ricostruire l'aspetto della filigrana.
Contiene una corona sormontata da quello che sembra essere un giglio, all'interno di una cornice un trifoglio e un ...cappello? In futuro proverò ad effettuare qualche ricerca, ma se qualcuno dovesse saperne qualcosa, si faccia pure avanti!