mercoledì 7 settembre 2011

Crisi: il problema della soluzione dei problemi

... E tagliamo le province (ma anche no), e dimezziamo i parlamentari (si, ma non subito), colpiamo gli evasori (ma non troppo, dai, che poi se ne hanno a male), semplifichiamo il licenziamento dei lavoratori (lo chiede l'Europa!), freghiamo i laureati (ma no, che poi i dottori s'incazzano), oppure quelli della leva forzata (... e se poi perdiamo troppi voti?), incrementiamo l'IVA (no, anzi si!), infiliamo "le mani nelle tasche degli Italiani" (no dai, che poi ci sanguina il cuore), alziamo l'età pensionabile (Europa, Europa, Europa!), tanto poi ne discutiamo insieme (scherzavamo! Mettiamo la fiducia. Gnè gnè gnè!). Poi qualcuno si lamenta perchè all'estero non si fidano di noi e di nascosto (ma non troppo) ci pigliano per il culo?

Sul giornale leggo che siamo alla quinta versione della manovra "anti-crisi", io sinceramente avevo perso il conto. Stamane, guardando il telegiornale, mi è tornata in mente una scena di un film che riassume perfettamente la metodologia usata per risolvere i problemi del nostro paese. La ho caricata su YouTube, eccola.
È tratta da Fascisti su Marte (2006), un film comico/satirico di Corrado Guzzanti, versione cinematografica della serie di sketch apparsa nella trasmissione televisiva Il caso Scafroglia. Consiglio a tutti di procurarsi il DVD e guardarselo: ne vale la pena.

Il gerarca Barbagli, in missione per conquistare Marte insieme a un manipolo di camicie nere («L'Italia ha diritto alla sua espansione anche in verticale!»), affronta il problema della scarsità di risorse che piaga la spedizione sul «rosso pianeta bolscevico e traditor».