venerdì 31 maggio 2013

Rara stupidità

Quando decisi di registrare le idiozie somministratemi quotidianamente durante gli spostamenti casa-lavoro, ero convinto che la scarsità di materiale non sarebbe stata un problema: di sciocchezze è pieno il mondo, abbastanza per ammassarne in fretta una quantità tale da rendere possibili pubblicazioni consistenti e (soprattutto) costanti, questo pensavo. E pensavo male, o quasi.
Non mi sono sbagliato sulla quantità, ma sulla qualità: non ho tenuto presente che dalla maggior parte delle stupidaggini è difficile trarre materiale buono per un ghigno, figuriamoci una risata. Ironicamente, mi verrebbe da dire che alla maggior parte delle idiozie manca il  colpo di genio: sono noiose, scontate, banali, prive di quel colpo di coda che le trasforma in perle d'umorismo involontario.

La stupidità, quando viene ascoltata con attenzione è anche peggio di quello che sembra di primo acchito. Sorprendente, vero?


Qualcosa ero pur capace di farla.
Sono capace di studiare! A scuola ero brava in quella cosa... Non storia, quell'altra... Ah si, filosofia.

A mali estremi...
Ma guardala quella... Adesso tira fuori l'iPhone... Spendono 30€ al giorno, come cazzo si fa? Una bella smitragliata e via! Una smitragliata e via.

Brutti figli, brutta roba.
Sono preoccupata a mandare mio figlio alle elementari: fanno brutti figli adesso.

A cosa serve la cultura quando puoi avere una pialla?
Tutti questi  giovani che vogliono sempre studiare, studiare studiare. Poi vedi il... Il diploma, dove se lo mettono. Ma io invece,  mio figlio, l'ho mandato a fare l'apprendista dal falegname!

Non sono prevenuto. Giuro.
Non ho pregiudizi verso le ragazze che vengono dall'est, ma se una certa fama ce l'hanno è perché se la sono guadagnata!