mercoledì 19 gennaio 2011

[LIBRO] L'uomo che guardava passare i treni

Con questo post voglio inaugurare la sezione delle "micro recensioni": una serie di articoletti in cui raccolgo informazioni e impressioni sui libri che ho appena letto.
L'idea è nata dopo che la mia ragazza, come conseguenza di una uscita da parte mia del tipo "Mi piace questo libro, ti consiglio di leggerlo!" ha risposto con "Si, ma a te piacciono tutti!". A quella esclamazione mi sono ammutolito, e riflettendo ho stilato la seguente lista di possibili cause del a-me-piacciono-tutti:
  • Sono fortunatissimo nella scelta dei libri da leggere
  • Sono di bocca buona, e capace di digerire quasi tutto (ho appurato che riferito al cibo, questo punto risulta verissimo)
  • Non è assolutamente vero niente, e vengo accusato ingiustamente di essere troppo buono con i libri che leggo! (Naturalmente si tratta di un'ipotesi di scuola: significherebbe che la mia ragazza si è sbagliata, il che trasformerebbe il ragionamento in un assurdo)
Una lista dei libri che termino di leggere, seguita da qualche breve commento, aiuterà certamente a identificare il problema con più precisione. Cominciamo!

  • TITOLO: L'uomo che guardava passare i treni
  • AUTORE: Georges Simenon
  • TRADUTTORE: Paola Zallio Messori
  • EDIZIONE: Adelphi, 2005
  • PROVENIENZA: Mercatino di Stellata


    Kees Popinga, impiegato nella ditta di forniture navali Julius de Coster en Zoon, è un uomo annoiato, sposato con una donna che non ama e padre di due figli che trova "orrendi" dalla nascita "e da allora non ho cambiato di molto la mia opinione". Per sfuggire all'inquietudine e all'insoddisfazione Popinga si circonda del meglio: dalla villa in cui vive e di cui ha eseguito personalmente i disegni alla imponente stufa in ceramica verde ("la migliore nel suo genere")... non raggiungendo lo scopo, e rimanendo tormentato da "una certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori". Il treno sarà appunto il mezzo scelto da Popinga per sfuggire alla sua esistenza, quando il suo datore di lavoro lo informa che l'indomani l'azienda verrà chiusa per bancarotta fraudolenta, che i risparmi di Popinga sono perduti, e che lui stesso sparirà simulando il suicidio. Il romanzo descrive il percorso seguito da Popinga per abbandonare se stesso e la sua vecchia identità, spogliandosi uno strato alla volta di ogni vecchia abitudine, al duplice scopo di sfuggire alla sua vecchia vita e dalla polizia che lo bracca per l'"involontario" omicidio di una prostituta, amante dell'ex-capo. Il percorso che terminerà con un Kees rimasto umanamente e fisicamente denudato di ogni cosa.

    Nonostante il tema tragico, il racconto mi è parso a tratti divertente e sempre avvincente, mai pesante. Ammetto di non aver mai letto altri libri di Simenon, ma questo titolo mi ha certamente convinto che si tratta di una carenza da colmare.